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Come evitare infezioni ospedaliere durante la degenza? Le precauzioni che pochi seguono

📅 18 Agosto 2026✍️ di Claudia Vitali⏱️ 6 min di lettura

Le infezioni acquisite durante la degenza ospedaliera rappresentano una complicazione seria che interessa ancora troppi pazienti, nonostante i progressi della medicina moderna. Secondo i dati del settore sanitario europeo, le infezioni nosocomiali – così chiamate in ambito medico – colpiscono tra il 5 e il 10% dei ricoverati, prolungando i tempi di permanenza in ospedale e aumentando significativamente i rischi per la salute. Eppure, una buona parte di questi contagi potrebbe essere prevenuta attraverso comportamenti consapevoli e precauzioni che molti pazienti non conoscono o non applicano sistematicamente. In questo articolo scoprirai quali sono le strategie più efficaci per proteggere te stesso durante un ricovero, quali domande porre al personale sanitario e come collaborare attivamente alla tua sicurezza.

Capire il rischio: come si sviluppano le infezioni in ospedale

Un ospedale è un ambiente complesso dove confluiscono persone con sistemi immunitari compromessi, procedure invasive quotidiane e una densità di microrganismi superiore a quella degli ambienti domestici. Le infezioni ospedaliere possono originarsi da diverse fonti: le mani del personale sanitario, gli strumenti medici, l’ambiente circostante o addirittura dalla flora batterica del paziente stesso.

I batteri resistenti agli antibiotici rappresentano una sfida particolare. Resistenza antimicrobica è diventata uno dei maggiori problemi di salute pubblica globale, e gli ospedali sono tra i luoghi dove questa resistenza si sviluppa più rapidamente. Quando un paziente sviluppa un’infezione da batterio resistente, le opzioni terapeutiche si riducono drasticamente, aumentando il rischio di complicazioni gravi.

Le categorie di pazienti più vulnerabili includono gli anziani, coloro che hanno subito interventi chirurgici recenti, i pazienti diabetici e chiunque abbia un sistema immunitario indebolito. Tuttavia, nessuno è completamente immune: l’infezione può svilupparsi anche in soggetti giovani e sani, se le condizioni lo favoriscono.

L’igiene delle mani: la precauzione fondamentale che molti sottovalutano

Se dovessi scegliere una sola precauzione da mettere in pratica durante un ricovero, quella sarebbe l’igiene delle mani. Non della tua igiene personale soltanto, ma anche – e soprattutto – dell’igiene delle mani di chi ti circonda.

Le ricerche mostrano che il lavaggio delle mani rimane la misura più efficace per prevenire la trasmissione di infezioni, eppure l’adesione a questa pratica da parte del personale sanitario rimane inconsistente. Come paziente, hai il diritto di richiedere che il medico, l’infermiere o l’operatore si lavino le mani prima di toccarti o di accedere a dispositivi medici come cateteri o linee intravenose.

Non è scortesia chiedere: “Ho notato che state per toccare il mio catetere. Vi siete lavati le mani?”. Al contrario, è una domanda corretta e incoraggiata dalle linee guida ospedaliere internazionali. Il personale qualificato apprezzerà la tua consapevolezza.

Anche tu puoi contribuire: lava le mani regolarmente, specialmente dopo aver usato il bagno e prima di mangiare. Se il tuo movimento è limitato, chiedi un disinfettante alcolico per le mani. Mantieni puliti anche i dispositivi che usi frequentemente, come il telecomando del letto o lo smartphone.

I dispositivi medici invasivi: come ridurre i rischi

Cateteri urinari, linee intravenose e tubi endotracheali sono strumenti salvavita, ma rappresentano anche potenziali vie di ingresso per i microrganismi. Il rischio aumenta con il tempo: più a lungo rimane in situ un dispositivo invasivo, maggiore è la probabilità di sviluppare un’infezione.

Una precauzione fondamentale è chiedere al tuo medico se il dispositivo è ancora necessario. Sembra ovvio, ma molti pazienti mantengono cateteri o linee endovenose anche quando potrebbero esserne senza, semplicemente perché nessuno ha riconsiderato la loro necessità. Ogni giorno in cui si può eliminare un catetere è un giorno di rischio ridotto.

Se devi mantenere un dispositivo invasivo, assicurati che sia posizionato correttamente e che il sito di ingresso sia pulito e asciutto. Le medicazioni sterili devono essere cambiate secondo i protocolli ospedalieri. Se noti arrossamento, gonfiore, calore, pus o dolore attorno al sito, segnalalo immediatamente al personale infermieristico.

Un’accortezza spesso trascurata: non toccare il dispositivo con le mani sporche e chiedi ai visitatori di non maneggiarlo. Anche questo rappresenta una barriera semplice ma efficace contre l’infezione.

L’ambiente ospedaliero: pulizia, areazione e distanza dai batteri

La pulizia e la disinfezione dell’ambiente rimangono fondamentali nella prevenzione delle infezioni. Gli ospedali moderni seguono Protocolli di decontaminazione rigorosi, ma la responsabilità non è solo della struttura. Anche il comportamento del paziente e dei visitatori conta.

Mantieni la tua zona di degenza il più possibile ordinata e pulita. Chiedi che gli indumenti sporchi vengano rimossi regolarmente e che le superfici attorno al letto siano disinfettate. Se l’ospedale mette a disposizione dispositivi di pulizia (come dispenser di disinfettante per le mani), utilizzali frequentemente.

L’areazione è un altro fattore spesso sottovalutato. Se possibile, chiedi che le finestre rimangano aperte per qualche ora al giorno – ovviamente compatibilmente con il tuo stato di salute. L’aria fresca riduce la concentrazione di microrganismi e migliora il benessere generale.

Limita il numero di visitatori e il tempo delle visite. Un affollamento di persone in una stanza d’ospedale aumenta la probabilità di trasmissione di patogeni. I visitatori dovrebbero lavarsi le mani prima di entrare e non toccare attrezzature mediche o ferite.

Alimentazione, idratazione e sistema immunitario durante il ricovero

Un sistema immunitario debilitato è il terreno ideale per le infezioni. Durante la degenza, il tuo corpo ha bisogno di energia e nutrienti più che mai per combattere i patogeni e guarire.

Mangia quanto possibile, anche se l’appetito è scarso. Privilegia cibi proteici, frutta e verdura se tollerate. Chiedi al nutrizionista ospedaliero se la tua dieta può essere ottimizzata per supportare le difese immunitarie. Rimani idratato: bevi acqua regolarmente, a meno che non ti sia stato consigliato di limitare i liquidi.

Dormi il più possibile e riposati adeguatamente. Lo stress e la fatica indeboliscono il sistema immunitario. Se hai difficoltà a dormire, comunica al personale: ci sono interventi non farmacologici che possono aiutare, come la creazione di un ambiente tranquillo e buio.

Comunicare con il team medico: domande essenziali da porre

Una comunicazione aperta e consapevole con i medici e gli infermieri è una delle tue migliori difese. Non esitare a fare domande e a esprimere preoccupazioni. Le domande corrette includono:

  • Quali rischi di infezione sono associati al mio ricovero specifico?
  • Quali dispositivi invasivi sono assolutamente necessari e per quanto tempo?
  • Quali segni di infezione dovrei segnalare immediatamente?
  • Come posso collaborare ai protocolli di prevenzione?
  • Quali sono i protocolli specifici di questa struttura per la prevenzione delle infezioni?

Un medico competente apprezzerà queste domande perché indicano un paziente consapevole e collaborativo, che aumenta la sicurezza per se stesso e per gli altri.

Monitorare i segnali di allarme: quando chiedere intervento immediato

Conosci i sintomi di un’infezione in sviluppo e segnalali senza indugi. Febbre, brividi, arrossamento attorno a ferite o dispositivi medici, secrezioni anomale, dolore insolito e confusione mentale possono essere indicatori di un’infezione.

Non minimizzare questi sintomi pensando che siano normali effetti collaterali del ricovero. Ogni ora conta quando si tratta di infezioni: un intervento tempestivo può fare la differenza tra un’infezione controllata e una complicazione grave.

Documenta i tuoi sintomi: a che ora hanno iniziato, come sono evoluti, quali altre manifestazioni hai notato. Queste informazioni aiuteranno il team medico nella diagnosi e nel trattamento.

Dopo la dimissione: continua a proteggere le tue ferite e i tuoi cateterismi

La prevenzione non termina al momento della dimissione. Se ritorni a casa con ferite aperte, medicazioni o dispositivi medici ancora in situ, continua a seguire rigorosamente i protocolli di igiene e sterilità insegnati durante il ricovero.

Cambia le medicazioni come indicato, mantieni l’area pulita e asciutta, e monitora costantemente l’evoluzione. Se noti segni di infezione in casa, contatta il tuo medico di base o il pronto soccorso: non aspettare il prossimo appuntamento ospedaliero se sospetti una complicazione.

Le infezioni ospedaliere sono un rischio reale, ma ampiamente prevenibile attraverso una collaborazione consapevole tra paziente e struttura sanitaria. Conoscendo questi rischi e applicando le precauzioni essenziali, potrai ridurre significativamente le probabilità di sviluppare un’infezione durante la degenza e proteggere la tua salute nel modo più efficace possibile.

Claudia Vitali

Claudia si è avvicinata alla salute digitale dopo aver aiutato la nonna a usare le nuove tecnologie per prenotare visite e gestire i farmaci. Oggi scrive su strumenti digitali utili per il benessere quotidiano, app semplici e consigli per la salute a portata di smartphone.