NURSIND E FSI: ESPOSTO ALLA CORTE DEI CONTI CONTRO AAS 5 PER NOMINA DI UN LEGALE ESTERNO

L’AAS 5 NOMINA UN CONSULENTE LEGALE ESTERNO, NONOSTANTE ABBIA DUE AVVOCATI IN ORGANICO:

NURSIND E FSI PRESENTANO UN ESPOSTO ALLA CORTE DEI CONTI

L’avvocato Giulia Bevilacqua, incaricato da Paolo Bordon, dovrà seguire la vertenza relativa all’integrativo dei laboratori

Nursind e Fsi hanno presentato un esposto alla Procura regionale della Corte dei conti contro l’Azienda sanitaria 5 per consentire la verifica dell’eventuale sussistenza di responsabilità connesse alla violazione di disposizioni di legge che disciplinano la corretta gestione delle risorse pubbliche. Le ragioni sono semplici: «In seguito a un ricorso ex articolo 700, promosso da sindacati e a 65 lavoratori nei confronti dell’Aas 5, consultando l’albo on line dell’Azienda, abbiamo trovato il decreto del direttore generale 641 del 9 dicembre 2015, con il quale l’amministrazione si costituisce in giudizio – spiegano Gianluca Altavilla, segretario provinciale del Nursind, e Virginia Carnelutto, segretaria aziendale della Fsi -. Dal documento si evince che il direttore generale Paolo Bordon ha conferito mandato di rappresentare e difendere l’Azienda, anche disgiuntamente, agli avvocati del foro di Pordenone Vittorina Colò, che è direttore della struttura complessa Affari generali e legali dell’Azienda, e Giulia Bevilacqua. A quest’ultima sono stati conferiti tutti i poteri relativi al mandato, compreso quello di farsi sostituire e chiamare in causa terzi». Nell’atto, vengono resi noti anche i compensi: 5 mila euro di compenso preventivo. Con determina 407 dello scorso 10 marzo, inoltre, a Bevilacqua sono stati corrisposti 7 mila 295 euro e 60 centesimi (al lordo della ritenuta d’acconto di mille 150 euro). Ma i sindacati ricordano che «l’amministrazione dell’Aas 5 è dotata di una struttura complessa denominata Affari generali e legali, in cui operano due dirigenti avvocati della stessa Azienda, nello specifico Vittorina Colò e Alberto Fontana». Altavilla e Carnelutto evidenziano che «Bevilacqua non è dipendente dell’Aas 5. In base all’articolo 7 comma 6 del decreto legislativo 165 del 2001, e secondo i principi elaborati dalla giurisprudenza contabile, le pubbliche amministrazioni possono conferire incarichi a esterni soltanto se ricorrono simultaneamente precise condizioni». La prima parla di complessità e straordinarietà dei problemi da risolvere, tali da richiedere conoscenze ed esperienze eccedenti alle normali competenze del personale dell’amministrazione concedente. Le altre due sono l’assenza di un’apposita struttura organizzativa della pubblica amministrazione, cui possa essere demandata l’attività in considerazione, nonché lo svolgimento da parte del consulente di un incarico non continuativo, determinato e non particolarmente gravoso sul piano economico-finanziario. «Riteniamo che la materia di diritto del lavoro contestata all’amministrazione interessata, ricorso ex articolo 700, possa, sotto tutti i profili, ritenersi estranea a complessità e straordinarietà in materia di contenziosi, tant’é vero che la tipologia del ricorso che abbiamo presentato vede le amministrazioni pubbliche ricorrere all’utilizzo di proprio personale dirigenziale, in questo caso appartenente al profilo avvocato – concludono Altavilla e Carnelutto -. Di fatto, tale attività rientra nei compiti istituzionali dell’amministrazione interessata, aderendo così alle diverse e numerose indicazioni legislative, ovvero richiami giurisprudenziali riferiti alla dovuta razionalizzazione delle risorse economiche e al corretto impiego del personale in dotazione. Alla luce di tutti questi elementi, abbiamo chiesto alla Corte dei conti un accertamento della congruità dell’azione della direzione dell’Aas 5, con particolare riferimento alla gestione delle risorse economiche».

Corte dei conti AAS5